
Palazzo Casali, Cortona (Arezzo) Massimiliano Alioto si dà alla natura selvaggia. L'artista brindisino, da più di dieci anni rifugiatosi in montagna, vicino a Domodossola, arriva così alla terza tappa del suo progetto "Naturale". Dopo le prime due tappe, a Cortina nel 2007, con il ciclo dedicato proprio al paesaggio di montagna, e a Milano nel 2008, con quello dedicato al paesaggio marino, ecco arrivare a compimento il terzo capitolo della trilogia naturale di Alioto, con una serie di quadri dedicati alle foreste e agli animali selvaggi. Un ciclo ancora più "estremo" dei primi due, perché sempre più figurativo, e con più d'una strizzata d'occhio, tra il sapiente e il divertito, al folklore e alla tradizione dell'iconografia naturalistica, in puro stile "National Geographic", con un segno iperfigurativo e sciolto che sembra rimandare vuoi alla pittura romantica, vuoi a certo realismo di stampo ottocentesco.
"La trilogia dedicata al paesaggio naturale", spiega l'artista, "nasce dopo che per anni avevo rivolto la mia attenzione al paesaggio urbano. Il paesaggio di montagna ha costituito la prima tappa del progetto, perché da ormai dieci anni vivo in mezzo alle montagne. Il paesaggio marino la seconda, perché è parte del mio Dna, in quanto nativo di Brindisi. Infine, l'amore che nutro da sempre per gli animali e per la natura incontaminata ha portato a questo nuovo ciclo". Massimiliano Alioto
Naturale Selvaggio
a cura di Vittorio Sgarbi
dal 20 giugno al 14 luglio 2010
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Ciclo che sarà costuito da una quarantina di quadri, nei quali si vedono foreste e valli incantate degne di una scenograifa disneiana, e poi tigri, orsi, aironi, scimpanzè, gorilla… "Le immagini di animali", spiega ancora Alioto, "provengono quasi tutti da un reportage fotografico che ho fatto allo zoo-safari di Fasano, vicino a Brindisi. Del resto, io parto sempre da un dato reale, per esempio una foto o un appunto preso dal vivo su un quadernetto, e poi rielaborato con la pittura in studio. In fondo, la pittura è un meraviglioso gioco, è come una performance in cui non si può mai progettare granché prima: il cuore del quadro nasce sempre dipingendo". E come mai una così forte virata verso il figurativo più stretto, quasi a un passo dall'illustrazione? "La pittura", risponde l'artista, "è gioco, è divertimento, è il gusto di sperimentare sempre strade nuove. A me è sempre piaciuto spaziare tra gli stili più diversi, passando da una pittura magari al limite con l'astrazione a un realismo rigoroso, quasi ossessivo. Non credo nelle etichette e nelle ideologie, oggi con la pittura si può fare di tutto, chiudersi in uno stile preciso e rimanerne ancorati mi sembrerebbe una dannazione". "MASSIMILIANO ALIOTO", Cortona (Arezzo), Palazzo Casali
"Quest'ultimo ciclo della trilogia sfocia ora in una personale dell'artista, che si tiene a Cortona (Arezzo), a Palazzo Casali, dal 20 giugno al 14 luglio 2010.
L’adozione di un’iconografia convenzionale, da sussidiario degli anni Sessanta, illustrativa, non porta Alioto a smentire il realismo, solido, ma essenziale, delle architetture metropolitane. Quello che cambia è l’immaginario visivo di riferimento. E allora, dove sta lo scandalo? E’ vero o non è vero che una delle tendenze più nobili dell’arte contemporanea, dal Pop al Graffitismo, per non dire delle manifestazioni ancora oggi riconducibili all’inesauribile filone del Primitivismo, sta nel rielaborare i codici di larga diffusione popolare, nati fuori dai luoghi canonici dell’arte “alta”, allo scopo di scardinarne l’insopportabile, anacronisitica chiusura?".
Naturale Selvaggio
dal 20 giugno al 14 luglio 2010
catalogo Maretti Editore
a cura di Vittorio Sgarbi
testi di Vittorio Sgarbi e Fabio Migliorati












