Dany Vescovi

E-mail Stampa PDF

Dany Vescovi

Dany Vescovi è nato a Milano nel 1969.

La sua ricerca muove dal desiderio di azzeramento delle differenze tra astrazione e figurazione, in un lavoro di reinterpretazione delle forme del mondo, attraverso un'analisi di approfondimento dell'infinitamente piccolo e di avvicinamento tra realtà naturale e mondo artificiale
Nel 2000 ha partecipato alle collettive Formae, Variazioni sull'immagine presso l'Istituto Italiano di Cultura a Berlino e Figurazione a Milano dal secondo dopoguerra ad oggi presso La Posteria di Milano.
Nel 2002 ha partecipato al Premio Cairo Communication al Museo della Permanente di Milano.
Nel 2003 è stato invitato ad esporre al Premio Agenore Fabbri presso il Mart Palazzo delle Albere di Trento e alla Fondazione VAF, presso il Palazzo delle Esposizioni della Mathildenhöhe di Darmstad.


 

Sempre nel 2003, ha partecipato, al progetto Italian Factory. La nuova scena artistica italiana, tra gli eventi collaterali della 50ma Biennale di Venezia; a Strasburgo, presso il Palazzo del Parlamento Europeo e presso il Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino; oltre alla personale Texture presso il Palazzo del Broletto di Como.

Nel 2004 ha presentato Hybris, una mostra e una monografia presso Bonelli Arte Contemporanea di Mantova.
Due le personali del 2005 ricordiamo Il mondo come simulazione o "nothing is real"?, Carloni Spazio Arte, Francoforte e De modo amalgamandi, Pfortnerhaus, Feldkirch.
Nel dicembre 2005 è tra i quattro artisti invitati a rappresentare l'Italia all'interno della XXIII Biennale d'Alessandria d'Egitto e dei Paesi del Mediterraneo, in collaborazione con Italian Factory e l'Istituto Italiano di Cultura del Cairo.
Nel 2007 partecipa all’iniziativa “Il Treno dell'Arte – Da Tiziano a Nespolo alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana”, mostra itinerante a cura di Ferdinando Arisi, Duccio Trombadori, Luca Beatrice e Chiara Canali.


Dany Vescovi vive e lavora a Milano.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Giugno 2009 16:58 )  

Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.