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Paolo Schmidlin

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Paolo Schmidlin Paolo Schmidlin

Paolo Schmidlin è nato a Milano nel 1964.
Si è diplomato in Visual Design all'Istituto Politecnico di Design a Milano e in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera. Scultore attento alla cura del più piccolo dettaglio, al limite dell'iperrealismo, Schmidlin crea un repertorio di originalissime figure in terracotta policroma o in bronzo dipinto a grandezza naturale che da tempo hanno attirato l'attenzione della critica sul suo lavoro, in Italia come all'estero.
Affascinato dalla figura umana, ne fa il fulcro della sua ricerca, rappresentando personaggi-tipo del mondo contemporaneo, esasperando il lato malinconico e a volte grottesco dell'esistenza. I soggetti indagati dall'artista giocano sul concetto di ambiguità, a volte sessuale, ma che spesso nasce dalla mescolanza tra bellezza naturale e artificiale, tra giovinezza e vecchiaia, tra vitalità e decadimento, tra erotismo e malinconia, tra divertimento e tragicità.


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Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Tra le mostre più recenti: Sui Generis, Pac, Milano (2000); Dalla Mini al Mini, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2001); La Scultura Colorata. Il colore del vero, Museo della Permanente, Milano (2001); Alto Volume Corporale, Palazzo Bice Piacentino, San Benedetto del Tronto (2002).
Nel 2003 ha partecipato alle tre prime tappe del progetto Italian Factory, tra gli eventi collaterali della 50ma Biennale di Venezia, a Strasburgo, presso il Palazzo del Parlamento Europeo e al Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino.

Paolo Schmidlin è stato uno dei protagonisti della tappa torinese della XIV Quadriennale di Roma oltreché ospite ad Arco-Madrid, con Italian Factory, dell'Istituto Italiano di Cultura.
Nel 2004 partecipa alla collettiva Iconica. Arte contemporanea e Archeologia, voluta dalla Regione Siciliana in collaborazione con Italian Factory ed è tra gli artisti di Italian Factory presenti alla Notte Bianca della Cultura a Sabbioneta.

Nel dicembre la Fondazione Bandera di Busto Arsizio dedica a Schmidlin e al pittore Federico Guida la mostra Il corpo e l'anima. Nel giugno 2005 ha partecipato in collaborazione con Italian Factory a Miracolo a Milano, presso il Palazzo della Ragione di Milano. Nel 2006 partecipa alla mostra collettiva Etnie presso la Fondazione Durini a Milano, in occasione della giornata del Contemporaneo. Nel 2007 partecipa all'importante rassegna collettiva Italiana realizzata nella prestigiosa sede dello Shanghai Art Museum. Nel 2008 presenta con Zachary Thornton "Women's Life" alla First Gallery a Roma e partecipa al progetto espositivo "Rumors" a Torino in concomitanza con Artissima15.

Paolo Schmidlin vive e lavora a Milano.

 

Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.