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Livio Scarpella

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Livio Scarpella Livio Scarpella

Livio Scarpella è nato nel 1969 a Ghedi (Brescia).
Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera dove si è diplomato nel 1990. Fino al 1995 ha lavorato come assistente presso lo studio dello scultore Giuseppe Bergomi. Inizia la sua attività espositiva nel 1993 e, nello stesso anno, si aggiudica il Premio San Carlo Borromeo. Le opere pittoriche, con la quali si fa conoscere agli inizi, raccolgono subito l'interesse della critica. Successivamente approda alla scultura, attraverso la creazione di malinconiche figure, dai tratti stilizzati, modellate nella terracotta con forti influenze liberty e decò. Gli esiti positivi delle forme plastiche sono raccontati con sapienza da Aldo Busi che sceglie alcune opere di Scarpella per illustrare le copertine dei suoi libri. Nel 2002 vince il Premio Durini.
Tra le esposizioni personali: a Monza, con testo di Alessandro Riva e una visionarietà di Aldo Busi (2000); Oliobronzoterracotta, (Firenze), con testo di Aldo Busi (2002); Livio Scarpella Book Roma 2003 (2003). Tra le collettive ricordiamo: Reale immaginario, Santa Maria della Pietà, Cremona (1994); Il nuovo ritratto in Italia, Spazio Consolo, Milano (1998); Sui Generis, Pac, Milano (2000). Nel 2003 ha partecipato alle tre prime tappe del progetto Italian Factory tra gli eventi collaterali della 50ma Biennale di Venezia, a Strasburgo, presso il Palazzo del Parlamento Europeo e al Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino.


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Livio Scarpella è stato uno dei protagonisti della tappa torinese della XIV Quadriennale di Roma. Nel 2004 è presente ad Arco-Madrid ospite, con Italian Factory, dell'Istituto Italiano di Cultura e partecipa alla collettiva Iconica. Arte contemporanea e Archeologia, voluta dalla Regione Siciliana in collaborazione con Italian Factory. Sempre nel 2004, è tra gli artisti di Italian Factory presenti alla Notte Bianca di Sabbioneta, nel Palazzo del Giardino. Nel dicembre 2005 è tra i quattro artisti invitati a rappresentare l'Italia all'interno della XXIII Biennale d'Alessandria d'Egitto e dei Paesi del Mediterraneo, in collaborazione con Italian Factory e l'Istituto Italiano di Cultura del Cairo. Nel 2006 partecipa alla mostra collettiva Etnie presso la Fondazione Durini a Milano, in occasione della giornata del Contemporaneo. Nel 2007 partecipa all'importante rassegna collettiva Italiana realizzata nella prestigiosa sede dello Shanghai Art Museum e alla collettiva The New Italian Art Scene presso il TFAM Taipei Fine Art Museum in Taiwan. Nel 2008 partecipa al progetto espositivo "Rumors" a Torino in concomitanza con Artissima15.

Livio Scarpella vive e lavora a Brescia.

 

Rumors

Dopo Federico Guida, Davide Nido e Felipe Cardeña, quest'anno toccherà a Stefano Abbiati realizzare la copertina del cd del concorso Rock Targato Italia, uno tra le più importanti rassegne per gruppi emergenti italiani, ideata dal produttore musicale Francesco Caprini. Abbiati, che fu tra i finalisti del Premio Italian Factory nel 2004, è oggi considerato uno tra i giovani emergenti più promettenti; la primavera scorsa, una sua personale è stata presentata nell'ambito dell'ultima edizione di (Con)Temporary, al Superstudio Più, a cura di Gianluca Marziani.

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Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.