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Enrico Lombardi

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Enrico Lombardi Enrico Lombardi

Enrico Lombardi, nato nel 1958 a Meldola (Forlì), ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Dopo l’esordio agli inizi degli anni ottanta, i suoi lavori vengono esposti presso diverse gallerie e musei in Italia e all’estero.
Ha partecipato a varie mostre collettive, tra le quali ricordiamo: Pitture. Il sentimento e la forma, Casa dei Carraresi, Treviso (1996) e Galleria delle Arti, Bologna (1996), Prima biennale della figurazione fantastica e meravigliosa, Castello di Poppi, Arezzo (1997), Sui generis, Padiglione d’arte contemporanea, Milano (2000), Percorsi comunicanti, Palazzo Albertini, Forlì (2000), Figure del '900 (2), sale dell’Accademia, Bologna (2001) e Urban Landscape, Carrousel du Louvre, Parigi (2005).
Tra le esposizioni personali ricordiamo: due mostre antologiche, presso la Galleria delle Arti, a Bologna (1997) e presso la Galleria Wimmer, a Montpellier (1999), Lo sguardo, Galleria Forni, Milano (2000), Distanze, Teatro di Apt (2004) e L’oro della memoria, Art Bank Gallery, Londra (2005), Aria di vetro, Galleria Forni, Milano (2006). Inoltre, ha preso parte a due edizioni del Pre-mio Campigna, Santa Sofia (1987, 1990) e alla Biennale del Mediterraneo a Barcellona (1985). La Pinacoteca di Forlì e il nuovo Museo di Conegliano Veneto possiedono alcune sue opere.
Ha collaborato con diversi critici e storici dell’arte italiani, fra cui Alessandro Riva, Claudio Spadoni, Marco Goldin, Marco di Capua, Vittorio Sgarbi; e alcuni tra i maggiori poeti e scrittori suoi contemporanei tra i quali: Edoardo Albinati, Gianni D’Elia, Umberto Fiori, Antonella Anedda, Fulvio Abbate e Silvia Lagorio. Col filosofo Rocco Ronchi ha da anni un rapporto privilegiato sfociato in alcuni testi fondamentali dedicati alla sua pittura. Una scelta di suoi testi sulla pittura compare nel volume Al limite del mondo. Filosofia, estetica, psicopatologia, curato da Federico Leoni e Mauro Maldonato (Dedalo 2002).


 

Nel 2006 esce Voci nel buio, il secondo volume de I Quaderni di Italian Factory, edito da Charta, con un racconto inedito di Edoardo Albinati. Nel 2007 Lombardi presenta, nella storica sede dell'Oratorio di San Sebastiano a Forlì, Il Grido Silenzioso, un progetto a cura di Rocco Ronchi con il patrocinio del Comune romagnolo. Sempre nello stesso anno partecipa alla mostra Arte Italiana 1968-2007 Pittura, una collettiva ideata da Vittorio Sgarbi, allestita negli spazi di Palazzo Reale a Milano. Nel 2008 partecipa al progetto espositivo "Rumors" a Torino in concomitanza con Artissima15.

 

 

Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.