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Massimiliano Alioto

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Massimiliano Alioto - ph. Massimo De GennaroMassimiliano ALIOTO 

Massimiliano Alioto é nato a Brindisi nel 1972.
Si diploma in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Da subito inizia a dipingere e nel 2007 si trasferisce a Domodossola.
La pittura di Massimiliano Alioto, in continuo movimento, è alla ricerca insistente di luoghi e paesaggi in cui trasmettere emozioni e stati d’animo attraverso colore e materia. I suoi soggetti più amati sono da un lato le periferie urbane, i grattaceli sporchi di nebbia e di smog, i ponti delle ferrovie, dall’altro le campagne solitarie, le pianure sterminate, le vette altissime, le maree spumeggianti.
Nel 2003 prende parte al progetto a tappe Altre direzioni, in collaborazione con Grandi Stazioni e allestito presso la Stazione Centrale di Milano, la Stazione Santa Lucia di Venezia, la Stazione Porta Nuova di Torino, la Stazione Centrale di Bologna, la Stazione Santa Maria Novella di Firenze e la Stazione Termini di Roma. Nello stesso anno realizza la mostra Paesaggi, nell'ex convento di Santa Chiara a Brindisi e risulta tra i finalisti della IV edizione del Premio Cairo Communication, in mostra presso il Palazzo della Permanente dia Milano.
Nel giugno 2005 partecipa in collaborazione con Italian Factory a Miracolo a Milano, presso il Palazzo della Ragione di Milano e nell’ottobre dello stesso anno presenta la mostra Jungle nella galleria Duplex Art Gallery di Genova. 

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Due le personali che gli vengono dedicate nel 2006: Milano a colori, presso l'Associazione Contemporaneamente di Milano e Colors, nell' ex Chiesa Maria Gualtieri di Pavia.
Nel 2007 è invitato alla collettiva Linee all’orizzonte organizzata presso la Galleria d' Arte Moderna e Raccolte Frugone di Genova, mentre nello stesso anno presenta con Italian Factory un importante progetto intitolato Naturale in mostra presso la Ciasa de ra Regoles di Cortina d’Ampezzo. Sempre nello stesso anno partecipa alla mostra Arte Italiana 1968-2007 Pittura, una collettiva ideata da Vittorio Sgarbi, allestita negli spazi di Palazzo Reale a Milano. Sempre nel 2007 partecipa all’iniziativa “Il Treno dell'Arte – Da Tiziano a Nespolo alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana”, mostra itinerante a cura di Ferdinando Arisi, Duccio Trombadori, Luca Beatrice e Chiara Canali. In ottobre prende parte La Nuova Figurazione Italiana. To be continued…, alla Fabbrica Borroni, Bollate (Milano). Nel maggio 2008 il secondo appuntamento espositivo di Massimiliano Alioto sul tema del paesaggio si intitola Naturale Marea, in mostra a Milano allo Spazio 8. Nello stesso anno partecipa al progetto espositivo "Rumors" a Torino in concomitanza con Artissima15.

Vive e lavora a Domodossola.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 16 Aprile 2009 21:37 )  

Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.