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Marco Petrus
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Marco Petrus - ph. Fabrizio FerriMarco PETRUS

Marco Petrus è nato a Rimini nel 1960. Vive e lavora a Milano.

Il suo esordio artistico avviene nel 1991 con una personale alla Galleria Noa di Milano. Due anni dopo, al Centro Arte San Fedele propone "la raffigurazione di brevi spazi, specie interni, colti con diligente finezza nei loro particolari concreti, ma trasfigurati misteriosamente da una speciale qualità di lettura" (Rossana Bossaglia), che diventerà la sua cifra stilistica. Ancora Rossana Bossaglia, nel catalogo afferma che "[...] è davvero sorprendente in un giovane artista la naturale padronanza di un discorso insieme ricco di significati e di semplice comunicatività [...]".


Sempre nel 1993 è tra i vincitori del Premio San Carlo Borromeo e premiato al XX Premio Sulmona.


Nel 1995, Rossana Bossaglia lo invita a partecipare alla collettiva "Cento artisti per la città" al Museo della Permanente di Milano, mentre Petrus comincia collaborazioni internazionali (Svizzera, Museo di Pully; Berlino, AEG Kunstlerforderung).

"La sua rappresentazione del paesaggio nasce da una inquietudine profonda, che in nessun caso tende a essere generica o approssimativa. Il suo intento è cioè specifico: è quello di cogliere ed esprimere il senso di chi, nella città, ne avverte l'incubo e il dramma, senza peraltro indulgere al rischio di sollecitazioni patetiche o cosiddette romantiche. L'impatto con le immagini di Petrus è quindi duro, quasi spietato, e se l'inquietudine c'è, è sempre celata dietro uno sguardo che vorrebbe restare impassibile" (Mario de Micheli,1995, catalogo Galleria Il Cenacolo, Piacenza).

A seguito di numerose partecipazioni in esposizioni collettive in Italia e all'estero, nel 1999 Marco Goldin lo invita a "Sulla Pittura" (Conegliano, Palazzo Sarcinelli) e nello stesso anno Arnaldo Romani Brizzi lo coinvolge in "La pittura ritrovata" (Roma, Museo del Risorgimento).
Alla fine degli anni Novanta Marco Petrus è tra i quattro protagonisti dell'Officina milanese, gruppo formatosi intorno al critico Alessandro Riva, insieme a Giovanni Frangi, Luca Pignatelli e Velasco.

I paesaggi urbani di Petrus entrano nell'esposizione "Sui Generis", curata al Padiglione d'arte contemporanea di Milano da Alessandro Riva, che ne cura anche la personale al Palazzo delle Stelline (2003), durante la quale viene presentata anche una monografia edita dai tipi di Electa, che raccoglie la sua produzione dal 1996 al 2002.

Nel 2003 è tra i protagonisti delle prime tre tappe del progetto "Italian Factory. La nuova scena artistica italiana", tra gli eventi collaterali della 50ma Biennale di Venezia, a Strasburgo, presso il Palazzo del Parlamento Europeo e al Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino; durante quest'ultima tappa entra anche a far parte del progetto di Fabrizio Ferri, "Ritratti".

Nel dicembre 2004 ha presentato alla Fondazione Portaluppi le sue ultime opere, con un catalogo edito dai tipi di Skira.

Nel giugno 2005 ha partecipato in collaborazione con Italian Factory a "Miracolo a Milano" presso il Palazzo della Ragione di Milano.

Nell'ottobre 2005, in concomitanza delle celebrazioni del Columbus Day a New York, il Comune di Milano ha commissionato a Marco Petrus il progetto Milano "Upsidedown", un percorso di quadri in diverse location newyorkesi sino all'Istituto Italiano di Cultura, dove si è tenuta una mostra dell'artista.

Nel 2007 partecipa all'importante rassegna collettiva Italiana realizzata nella prestigiosa sede dello Shanghai Art Museum e presso il TFAM Taipei Fine Arts Museum a "The New Italian Art Scene", e nel mese di aprile presenta il nuovo progetto espositivo personale "Architettonica" a Como, presso l'ex-Chiesa di San Francesco.

In occasione della 52° Esposizione Internazionale d' Arte - La Biennale di Venezia, Marco Petrus presenta, nell'insolita cornice del nuovo Spazio Paradiso, "Ceci n'est pas une exposition".

Sempre nello stesso anno partecipa alla mostra "Arte Italiana 1968-2007 – Pittura", una collettiva ideata da Vittorio Sgarbi, allestita negli spazi di Palazzo Reale a Milano. In ottobre prende parte alla collettiva "La Nuova Figurazione Italiana. To be continued…", che presenta le ricerche pittoriche figurative di questo ultimo decennio alla Fabbrica Borroni, Bollate (Milano).

Nel 2008 presenta a Mosca una mostra interamente dedicata alla città di Milano, suo luogo d’elezione e musa ispiratrice. Nello stesso anno partecipa al progetto espositivo "Rumors" a Torino in concomitanza con Artissima15.

Nel 2009 partecipa a "No Landscape – La sparizione del paesaggio", alla Fondazione Bandera di Busto Arsizio, e a "Contemplazioni – Bellezza e tradizione del Nuovo nella pittura contemporanea", a cura di Alberto Agazzani, a Castel Sismondo e Palazzo del Podestà di Rimini.

Sempre del 2009 è la sua grande personale "Trieste al centro" al Salone degli Incanti dell'ex Pescheria di Trieste, a cura di Luca Beatrice.

Marco Petrus vive e lavora a Milano.



Ultimo aggiornamento ( Venerdì 18 Dicembre 2009 16:55 )  

Rumors

Dopo Federico Guida, Davide Nido e Felipe Cardeña, quest'anno toccherà a Stefano Abbiati realizzare la copertina del cd del concorso Rock Targato Italia, uno tra le più importanti rassegne per gruppi emergenti italiani, ideata dal produttore musicale Francesco Caprini. Abbiati, che fu tra i finalisti del Premio Italian Factory nel 2004, è oggi considerato uno tra i giovani emergenti più promettenti; la primavera scorsa, una sua personale è stata presentata nell'ambito dell'ultima edizione di (Con)Temporary, al Superstudio Più, a cura di Gianluca Marziani.

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Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.