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Federico Guida

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Federico GuidaFederico GUIDA

Si forma a Milano, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e al tempo stesso diventa assistente di Aldo Mondino. Dopo il diploma inizia la ricerca pittorica che da alcuni anni si concentra su un uso del colore quasi monocromo e sul corpo umano rappresentato con valenze diverse: dapprima improntato su temi e modi strettamente generazionali, quindi approdato a una figurazione più libera, non esente da influenze orientali, ricca di riferimenti e citazioni alla storia dell’arte e al cinema. Il suo lavoro si muove tra significati e sensi, tra baricentri compositivi e linguistici, nell’assemblaggio di stoffe, materiali, motivi geometrici e tonalità differenti.

Numerose le mostre personali e la partecipazione a quelle collettive.

Tra le personali si evidenziano: Follie in una notte di primavera, Galleria Roberta Lietti, Como e Museo d'Arte Paolo Pini, Milano (2001); Di Stanze, Fondazione Mudima, Milano (2002); Paintings, Galleria d'Arte Nazionale della Repubblica di San Marino (2003); Fratture multiple, Bonelli Arte Contemporanea, Mantova (2003); la doppia personale con Paolo Schmidlin, Il corpo e l’anima, Fondazione Bandiera, Busto Arsizio (2004); Mimetica-mente, Pinacoteca Civica – Galleria Roberta Lietti, Como (2005).
Tra le partecipazioni collettive ricordiamo nel 2002 il Premio Durini e il Premio Cairo Communication, dove si aggiudica il primo premio, entrambi presso il Museo della Permanente di Milano.

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Nel 2003 ha partecipato alle tre prime tappe del progetto Italian Factory. La nuova scena artistica italiana, tra gli eventi collaterali della 50ma Biennale di Venezia, a Strasburgo, presso il Palazzo del Parlamento Europeo e al Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino.
Sempre nel 2003 è presente al Premio Maretti presso la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, mentre nel 2004 viene invitato alla XIV Esposizione Quadriennale d’Arte (Anteprima Torino).
Nel giugno 2005 ha partecipato in collaborazione con Italian Factory a Miracolo a Milano, presso il Palazzo della Ragione di Milano e successivamente viene invitato al Padiglione Italia Out of Biennale, svoltosi al Trevi Flash Art Museum.Nel 2006 entra a far parte del progetto Senza Famiglia. Storie di amicizia nell’arte italiana, presso la Promotrice delle Belle Arti di Torino mentre nel 2007 partecipa alla rassegna collettiva Italiana realizzata in collaborazione con lo Shanghai Art Museum. Nello stesso anno partecipa alla mostra Arte Italiana 1968-2007 Pittura, una collettiva ideata da Vittorio Sgarbi, allestita negli spazi di Palazzo Reale a Milano. In Ottobre presenta Around, un progetto realizzato con Maslen & Mehra allestito negli spazi di First Gallery a Roma. Sempre nel 2007 partecipa all’iniziativa “Il Treno dell'Arte – Da Tiziano a Nespolo alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana”, mostra itinerante a cura di Ferdinando Arisi, Duccio Trombadori, Luca Beatrice e Chiara Canali. In ottobre prende parte alla collettiva La Nuova Figurazione Italiana. To be continued… che presenta le ricerche pittoriche figurative di questo ultimo decennio alla Fabbrica Borroni, Bollate (Milano). Nel 2008 partecipa al progetto espositivo "Rumors" a Torino in concomitanza con Artissima15.

Federico Guida vive e lavora a Milano.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Giugno 2009 14:21 )  

Rumors

Dopo Federico Guida, Davide Nido e Felipe Cardeña, quest'anno toccherà a Stefano Abbiati realizzare la copertina del cd del concorso Rock Targato Italia, uno tra le più importanti rassegne per gruppi emergenti italiani, ideata dal produttore musicale Francesco Caprini. Abbiati, che fu tra i finalisti del Premio Italian Factory nel 2004, è oggi considerato uno tra i giovani emergenti più promettenti; la primavera scorsa, una sua personale è stata presentata nell'ambito dell'ultima edizione di (Con)Temporary, al Superstudio Più, a cura di Gianluca Marziani.

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Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.