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Italiana
L'arte italiana in Cina
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Bernardo Siciliano - Electric power station - 2006 Italiana
(
Shanghai Art Museum)


Italian Factory presenta ITALIANA, presso lo Shanghai Art Museum.

A cura di Alessandro Riva.
Giuseppe Bergomi, Aron Demetz, Giulio Durini, Federico Guida,
Marco Petrus, Luca Pignatelli, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin e
Bernardo Siciliano.

Italian Factory International presenta Italiana, una mostra collettiva realizzata in collaborazione con lo Shanghai Art Museum, uno dei più importanti musei cinesi d’arte contemporanea.

Dopo i tanti successi in Italia e una serie di progetti personali all’estero Italian Factory amplia la sua attività con un nuovo marchio: Italian Factory International.

Italian Factory International è il nuovo marchio che affiancherà Italian Factory nella realizzazione di progetti culturali, mostre, pubblicazioni con attenzione e slancio verso l’estero.
Dopo i tanti successi in Italia e una serie di progetti personali all’estero, tra cui la recente mostra Chinatown di Bernardo Siciliano allestita sempre a Shanghai, si è sentita l’esigenza di ampliare l’attività di Italian Factory a livello internazionale.
Per Italian Factory International il 2007 si apre con una prima importante esposizione collettiva: nella prestigiosa cornice dello Shanghai Art Museum verrà allestita Italiana, progetto a cura di Alessandro Riva, che coinvolge nove artisti sul tema del paesaggio e della figura.
Cinque i pittori: Giulio Durini, Federico Guida, Marco Petrus, Luca Pignatelli e Bernardo Siciliano e quattro gli scultori: Giuseppe Bergomi, Aron Demetz, Livio Scarpella e Paolo Schmidlin.

 

Dalle donne di Giuseppe Bergomi (1953), figure semplici incapaci di abbellimenti estetici artificiosi alle opere di Livio Scarpella (1969) che dalla tradizione policroma quattrocentesca guardano al liberty, con frequenti rimandi alla cultura pop e neopop.
Dalle contraddizioni e dalle ambiguità dell’estetica contemporanea di Paolo Schmidlin (1964) alle figure intagliate nel legno di Aron Demetz (1972) quasi metafore di formazione, simboli visivi di un’iniziazione alla vita.
Dall’incontro di epoche e di riferimenti nelle tele di Luca Pignatelli (1962) fatte di grande sapienza compositiva e forte impatto visivo alle immagini di città piene di vita di Bernardo Siciliano (1969).
Dalla perfezione geometrica della città italiana, con un’attenzione particolare all’architettura razionalista, di Marco Petrus (1960), all’emozione e allo straniamento dato da precisione tecnica e rarefazione dell’immagine di Federico Guida (1969) sino a giungere alle tele di Giulio Durini (1966) esempi di sensibilità contemporanea che unisce una tecnica impeccabile a un'atmosfera in cui non possiamo che riconoscere il nostro tempo presente.



Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 16 Giugno 2010 09:59 )  

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Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.