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Daniele Girardi - “WILDNESS” First Gallery

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Drawing X 2009 tecnopittura su carta intelata 30x40 Daniele Girardi

“WILDNESS” First Gallery, Via Margutta, 14, Roma

 

Una serie di opere di tecnopittura – tecnica fortemente innovativa, che mixa la pittura tradizionale con l'utilizzo di tecnologie digitali, e che è da diversi anni la cifra linguistica caratteristica dell'artista -, e poi disegni, collages, un'installazione video sono gli ingredienti dell'ultima mostra personale di Daniele Girardi, 32 anni, veronese di nascita e milanese d'adozione, con alle spalle un'esperienza al Iscp Program di New York (ottenuta proprio grazie a un accordo tra il prestigioso istituto newyorkese e Italian Factory).

Le opere che Giradi espone ora a Roma, alla First Gallery, fino al 31 luglio 2009, hanno come tema dominante quello della natura dirompente e selvaggia (da cui il titolo, "Wildness"), metafora di un senso profondo di trasformazione, di coinvolgimento debordante e avvolgente dei sensi, di vitalità e di mutazione.

 

"Nella serie Wildness", scrive Luca Beatrice nel catalogo della mostra, "la carica espressiva dei suoi 'esplosi' pittorici traduce un'urgenza di contatto con la natura allo stato selvaggio. Soggetto è un paesaggio talvolta arido e infiammato, altre volte oscurato e graffiante, violentato e virginale insieme.

Non più solo un universo trangenico quello tra le mani dell'artista, ma piuttosto primordiale e visionario che non lascia perdere l'artificiosità dei 'mutanti' ma si immerge con una serie catartica e viscerale di disegni dalle masse dense e liquide, in astrazioni figurate di deserti, savane, foreste… Wildness è abbandono, ferocia, sfrenatezza estrema, che si traduce in pittura che è poesia visiva ed emozionalità sensoriale". Un processo di trasformazione provocato dalla forza diromente della natura, che si ripete anche nello 'sketch book', il taccuino di disegni e collage dell’artista.

"La natura", dice Girardi, "è un fuoco inesauribile, un universo con infinite interpretazioni; parametro di relazione con il mondo, uno specchio che mi fornisce dei validi contributi per indagare i complessi rapporti dell’uomo con la realtà e la propria 'natura'. E' un territorio vasto dove il macrocosmo e il microcosmo interagiscono con movimenti riconducibili alla pratica spirituale della pittura: in tal senso la considero in qualche modo la mia 'tavolozza'. … Nella natura ricerco l'espressione esteriore di una realtà interiore come origine invisibile del divenire, ed è su questo territorio apolide che si incontrano natura e visione: dalla loro interazione cresce un valore trascendente; è un seguire la visione, non il possederla".

 

DANIELE GIRARDI “WILDNESS” First Gallery, Via Margutta, 14, Roma

da martedi a sabato ore 11.00-19.00 Fino al 31/07/2009

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 25 Giugno 2009 15:47 )  

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Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.