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Anoressica di Oliviero Toscani

Ritratti Italiani

A cura di Vittorio Sgarbi

Milano, Fondazione Durini
5 - 13 ottobre 2010

catalogo christian maretti editore
inaugurazione lunedì 4 ottobre alle 18,30

Inaugura a Milano, alla Fondazione Durini, la seconda tappa delle mostra "Ritratti italiani" a cura di Vittorio Sgarbi.
La mostra è stata protagonista, assieme a quella dedicata ai disegni di Bacon e del Guercino (curata dallo stesso Sgarbi con Duccio Trombadori), de "L'Estate del Guercino", promossa dalla città di Cento, che al grande pittore seicentesco ha dato i natali.
E proprio a partire dai disegni di Bacon, tutti incentrati sul tema del ritratto, è nata l'idea di questa panoramica sul ritratto in Italia

Secondo Sgarbi, infatti, "il ritratto non è morto", come scrive nel catalogo edito da Christian Maretti Editore: "Un ritratto", scrive il critico, "è sempre una somma di memorie, condivise o esclusive: l'immagine di Garibaldi (Andrea Zucchi), quella di James Dean (Nicola Verlato), di Borges sotto una palma a Palermo (Ferdinando Scianna), di Paul Cézanne e Pierre Bonnard (Svitlana Grebenyuk), di Monica Bellucci (Gian Paolo Barbieri), di Samuel Beckett (Tullio Pericoli), e persino di Sting con il volto dipinto di bianco (Robert Gligorov) sono patrimonio di tutti, che pittori e fotografi fissano in un'immagine fortemente evocativa. Ma quando la memoria e la storia personale non sono condivise, escono ritratti altrettanto universali, e forse anche più convincenti", continua il critico: "come quelli di Giuseppe Bergomi e di Livio Scarpella, che rappresentano il primo la moglie e il secondo un amico, entrambi nudi, seduti in un momento di relax, e come osservati a loro insaputa, veri e propri pensieri segreti".
La mostra si dipana tra fotografia, scultura, pittura, installazione. Nel bellissimo spazio dell'Auditorium fanno mostra sé le grandi fotografie di Oliviero Toscani, che Sgarbi cita tra le prove "più originali" della mostra, essendo il celebre fotografo sempre "all'inseguimento di esemplari non rari, ma raramente fotografati, della razza umana" (come la sua celebre ragazza anoressica, qui stampata in formato gigante, e alcuni anziani colpiti da ostioporosi); così come, sempre secondo Sgarbi, sono tra i risultati più intensi della mostra anche i ritratti di Giulio Durini, "che sembra dissolvere invece che focalizzare l'immagine, come per una perdita o ottudinemento dei sensi"; e anche le sculture di Aron Demetz, del quale in mostra è esposto "un volto fiero, potente, ma assolutamente antiretorico".

Molti altri artisti sono presenti nella mostra di Cento: come Felipe Cardeña, che (scrive sempre Sgarbi), "ripropone la tecnica amatoriale del collage, perseguendo un'iconografia ripetitiva e ossessiva come il rosario quotidano di una monaca di clausura"; Alessandro Papetti, con i suoi "ritratti drammatici e ossessivi", nei quali già Testori lesse un segno di "empietà e carità"; il fumettista Lorenzo Mattotti, con i suoi volti di designer creati per le copertine della rivista "Domus"; Danilo Buccella, con nuovi, bellissimi quadri, "di gusto quasi ottocentesco"; Paolo Schmidlin con un'ironica e straordinaria testa di vecchietta, servita su un piatto d'argento; Riccardo Mannelli coi suoi celebri volti di scrittori; Agostino Arrivabene, con un bellissimo ritratto di ragazzo; Federico Lombardo, che per l'occasione ha abbandonato il pennello per presentare le sue ultime sperimentazioni eseguite con la tavoletta grafica e il mouse del computer (ottenendo, però, risultati altrettanto intensi di quando lavorava con la pittura); e poi ancora fotografi famosi, come Fabrizio Ferri (che in mostra ha eposto due ritratti, di Marco Petrus e di Luca Pignatelli, dei quali è amico da molti anni); artisti già molto affermati, come Omar Galliani e Giancarlo Vitali, quest'ultimo con un bellissimo ritratto di Testori, che campeggia in copertina di catalogo; e ancora Matteo Basilé, Daniele Galliano, Nicola Verlato, Fulvio Di Piazza, Nicola Vinci, Davide Coltro, Claudio Monnini (con l'intenso ritratto di un ex terrorista italiano); e poi Wainer Vaccari con i ritratti di Berlusconi e della D'Addario, Antonio De Luca coi suoi bellissimi "ritratti urbani", presi senza mai guardare nell'obiettivo della macchina fotografica, Florencia Martinez con una performance incentrata sul volto femminile, Michelangelo Galliani con una testa di cera appoggiata su un cuscino termico, che via via che la mostra procede si esitingue. E persino lo street artist Bros, con un immenso volto femminile, installato nel cortile di un palazzo del centro storico. Infine, un "clandestino", entrato in mostra non si sa come, evidentemente all'insaputa dello stesso Sgarbi, dal momento che il critico non lo cita nel testo in catalogo: Dario Arcidiacono, con un ironico ritratto, in perfetto stile ultrapop, di un uomo (Berlusconi?) con una statuetta del Duomo al posto della faccia. Di ritratto, in fondo, alle volte si può (ancora) anche ridere di gusto.

 



Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Ottobre 2010 13:39 )  

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