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Felipe Cardeña - The Black Dahlia Felipe Cardeña

The Black Dahlia

 

Italian Factory presenta alla Fabbrica Borroni il nuovo progetto di Felipe Cardeña, all’interno del progetto TAKE OFF a cura di Chiara Canali

 

The Black Dahlia è un inno all’epoca d’oro del true crime e della detective story d’autore, attraverso una ventina di quadri a collage dedicati a volti e personaggi che parrebbero usciti dalle più classiche storie poliziesche degli anni Trenta e Quaranta: un esercito di dark ladies, di presunte assassine dagli occhi di ghiaccio e dal sorriso conturbante, ma anche di normalissime sartine con un segreto ben celato dietro la loro routine quotidiana, di cameriere dalle ardenti passioni nascoste, di cassiere di supermercato in procinto di commettere qualche efferato delitto… o, al contrario, di aspiranti modelle e di attricette hollywoodiane di B-movies finite, per qualche scherzo del caso, in un gioco più grande di loro, nella parte di vittime sacrificali: come accadde a Elizabeth Short, alla cui tragica vicenda si ispirò James Ellroy per il suo straordinario The Black Dahlia, dal quale questa mostra prende a prestito il titolo e le atmosfere, come chiaro omaggio al grande scrittore americano. Le protagoniste e i protagonisti di questa nuova serie di Felipe Cardeña sono, come sempre, immersi in un caleidoscopico e folle mondo di fiori pazzi e coloratissimi, che da anni costituiscono ormai la “cifra stilistica” tipica dell’artista.

 

 

Ad ogni opera è associato un miniracconto di Lorenzo Viganò – giornalista e scrittore esperto di true crime – direttamente ispirato ai personaggi dei quadri; dal connubio tra le immagini di Felipe Cardeña e i brevi flash narrativi di Lorenzo Viganò prendono così vita le protagoniste e i protagonisti di The Black Dahlia.

 

Felipe Cardeña
The Black Dahlia
Fabbrica Borroni,
18 aprile – 10 maggio 2009
martedì – venerdì dalle 16.00 alle 20.00
sabato e domenica dalle 11.00 alle 20.00
ingresso libero

The Black Dahlia

Fabbrica Borroni
via matteotti 19, 20021Bollate (mi)
02.36507381 / 02.36507258
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www.fabbricaborroni.it
Take Off - Fabbrica Borroni
inaugurazione:
venerdì 17 aprile 2009
dalle 19.00 alle 24.00 Dj set
Inaugurazione
la mostra è promossa da:
02.36517481 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Italian Factory

in collaborazione con: Studio Pesci
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www.studiopesci.it

Studio Pesci

 

 

Sarà attivo un servizio navetta gratuito a/r (Cervi Attilio Srl) dalla Fiera di Milano, Porta Teodorico – MiArt – alla Fabbrica Borroni, nei seguenti orari: venerdì 17 aprile ore 18.30; 19.30; 20.30 – sabato 18 aprile ore 16.30; 17.30. Posti disponibili 50

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Giugno 2009 15:34 )  

Rumors

Dopo Federico Guida, Davide Nido e Felipe Cardeña, quest'anno toccherà a Stefano Abbiati realizzare la copertina del cd del concorso Rock Targato Italia, uno tra le più importanti rassegne per gruppi emergenti italiani, ideata dal produttore musicale Francesco Caprini. Abbiati, che fu tra i finalisti del Premio Italian Factory nel 2004, è oggi considerato uno tra i giovani emergenti più promettenti; la primavera scorsa, una sua personale è stata presentata nell'ambito dell'ultima edizione di (Con)Temporary, al Superstudio Più, a cura di Gianluca Marziani.

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Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.