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Paolo Cassarà - Les jeux sont Femmes Paolo Cassarà
Les jeux sont Femmes
A cura di Chiara Canali

GALLERIA SAN LORENZO - MILANO
dal 24 Febbraio al 14 Marzo 2010


 

Donne-manager, donne-modelle, donne felici, romantiche, dure, malinconiche; e poi donne fatali, donne eleganti, donne col telefonino, donne col burqua. Sono le protagoniste della molteplice fauna scultorea di Paolo Cassarà, ora in mostra alla galleria San Lorenzo di Milano (via Sirtori 31, fino al 14 marzo 2010). Ironico titolo della mostra è Les jeux sont Femmes (a cura di Chiara Canali). "Come ricorda l’ironico e disincantato titolo di questa mostra", scrive Chiara Canali nel catalogo, "sono diventate loro le nuove eroine della vita mondana": "icone della donna di successo ma anche incarnazioni della dama di stato di tante culture e di diverse epoche storiche - dalla regina Nefertiti alla first lady Michelle Obama – che da sempre conduce i giochi di potere nell’apparenza di un portamento sereno ed elegante". Già Corrado Levi, nel 1998, affermava che "nel lavoro di Paolo Cassarà si accumula, scena dopo scena, una tipizzazione della sfuggente apparenza mondana d’oggi, la cui scala ridotta rende colloquiale": e se un tempo Cassarà affrontava i temi dell'adolescenza, della crescita, oltre che del rapporto, sempre più ossessivo, con la moda e con i modelli televisivi e pubblicitari, oggi la sua mano è diventata più matura, non solo nei tratti del modellato, ma anche nei temi affrontati.

Ecco allora che le "pop model" di un tempo – per usare una felice espressione di Alberto Fiz – sono diventate, se non proprio vere donne in carne ed ossa, certamente, però, personaggi a tutto tondo, perdendo in bozzettismo un po' fumettistico e in un eccesso di stilizzazione, e guadagnando invece in maturità espressiva, sfociando a tratti anche in un più marcato realismo. "In questo", scrive ancora Chiara Canali, "consiste il miracolo della naturalezza della scultura contemporanea di Cassarà: il movimento più commosso e pulsante convive con la calma più semplice e nasce forse proprio da questa; le 'donne cariatidi' sembrano vivere e respirare nella terracotta e nella resina, sembrano parlare di sé stesse e contemporaneamente tacere per essere contemplate".

A.R.

Paolo Cassarà
Les jeux sont Femmes
A cura di Chiara Canali

dal 24 Febbraio al 14 Marzo 2010

Galleria San Lorenzo
via Sirtori, 31
20129 Milano
Tel. 02 74236426
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dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle 19.00

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 16 Giugno 2010 10:00 )  

Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.