Home Mostre In Corso Ritratti italiani
E-mail Stampa PDF
Indice
Ritratti italiani
Galleria Fotografica
Contatti ed Informazioni
Tutte le pagine

Anoressica di Oliviero Toscani

Ritratti Italiani
Cento (Ferrara)

A cura di Vittorio Sgarbi

A Cento (Ferrara) si è inaugurata una delle mostre più interessanti dell'estate 2010: "Ritratti italiani", a cura di Vittorio Sgarbi, che ripercorre, attraverso il lavoro di oltre quaranta artisti, il tema del ritratto e del rapporto con la figura umana nell'arte italiana di oggi. La mostra, che rimarrà aperta fino al 30 agosto prossimo, prima di essere trasferita a Milano, presso la Fondazione Durini, è divisa in due diverse sedi della cittadina emiliana: la Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni e il bellissimo spazio, tratto da un'antica chiesa sconsacrata, oggi chiamato Auditorium San Lorenzo. La mostra si inserisce all'interno delle manifestazioni de "L'Estate del Guercino" promossa dalla città di Cento, che al grande pittore seicentesco ha dato i natali; e fa da contraltare a un'altra mostra, "Guercino – Bacon, i Disegni", di grande interesse scientifico, curata dallo stesso Sgarbi con Duccio Trombadori.

E proprio a partire dai disegni di Bacon, tutti incentrati sul tema del ritratto, è nata l'idea di questa panoramica sul ritratto in Italia.
Secondo Sgarbi, infatti, "il ritratto non è morto", come scrive nel catalogo edito da Christian Maretti Editore: "Un ritratto", scrive il critico, "è sempre una somma di memorie, condivise o esclusive: l'immagine di Garibaldi (Andrea Zucchi), quella di James Dean (Nicola Verlato), di Borges sotto una palma a Palermo (Ferdinando Scianna), di Paul Cézanne e Pierre Bonnard (Svitlana Grebenyuk), di Monica Bellucci (Gian Paolo Barbieri), di Samuel Beckett (Tullio Pericoli), e persino di Sting con il volto dipinto di bianco (Robert Gligorov) sono patrimonio di tutti, che pittori e fotografi fissano in un'immagine fortemente evocativa. Ma quando la memoria e la storia personale non sono condivise, escono ritratti altrettanto universali, e forse anche più convincenti", continua il critico: "come quelli di Giuseppe Bergomi e di Livio Scarpella, che rappresentano il primo la moglie e il secondo un amico, entrambi nudi, seduti in un momento di relax, e come osservati a loro insaputa, veri e propri pensieri segreti".
La mostra si dipana tra fotografia, scultura, pittura, installazione. Nel bellissimo spazio dell'Auditorium fanno mostra sé le grandi fotografie di Oliviero Toscani, che Sgarbi cita tra le prove "più originali" della mostra, essendo il celebre fotografo sempre "all'inseguimento di esemplari non rari, ma raramente fotografati, della razza umana" (come la sua celebre ragazza anoressica, qui stampata in formato gigante, e alcuni anziani colpiti da ostioporosi); così come, sempre secondo Sgarbi, sono tra i risultati più intensi della mostra anche i ritratti di Giulio Durini, "che sembra dissolvere invece che focalizzare l'immagine, come per una perdita o ottudinemento dei sensi"; e anche le sculture di Aron Demetz, del quale in mostra è esposto "un volto fiero, potente, ma assolutamente antiretorico".

Molti altri artisti sono presenti nella mostra di Cento: come Felipe Cardeña, che (scrive sempre Sgarbi), "ripropone la tecnica amatoriale del collage, perseguendo un'iconografia ripetitiva e ossessiva come il rosario quotidano di una monaca di clausura"; Alessandro Papetti, con i suoi "ritratti drammatici e ossessivi", nei quali già Testori lesse un segno di "empietà e carità"; il fumettista Lorenzo Mattotti, con i suoi volti di designer creati per le copertine della rivista "Domus"; Danilo Buccella, con nuovi, bellissimi quadri, "di gusto quasi ottocentesco"; Paolo Schmidlin con un'ironica e straordinaria testa di vecchietta, servita su un piatto d'argento; Riccardo Mannelli coi suoi celebri volti di scrittori; Agostino Arrivabene, con un bellissimo ritratto di ragazzo; Federico Lombardo, che per l'occasione ha abbandonato il pennello per presentare le sue ultime sperimentazioni eseguite con la tavoletta grafica e il mouse del computer (ottenendo, però, risultati altrettanto intensi di quando lavorava con la pittura); e poi ancora fotografi famosi, come Fabrizio Ferri (che in mostra ha eposto due ritratti, di Marco Petrus e di Luca Pignatelli, dei quali è amico da molti anni); artisti già molto affermati, come Omar Galliani e Giancarlo Vitali, quest'ultimo con un bellissimo ritratto di Testori, che campeggia in copertina di catalogo; e ancora Matteo Basilé, Daniele Galliano, Nicola Verlato, Fulvio Di Piazza, Nicola Vinci, Davide Coltro, Claudio Monnini (con l'intenso ritratto di un ex terrorista italiano); e poi Wainer Vaccari con i ritratti di Berlusconi e della D'Addario, Antonio De Luca coi suoi bellissimi "ritratti urbani", presi senza mai guardare nell'obiettivo della macchina fotografica, Florencia Martinez con una performance incentrata sul volto femminile, Michelangelo Galliani con una testa di cera appoggiata su un cuscino termico, che via via che la mostra procede si esitingue. E persino lo street artist Bros, con un immenso volto femminile, installato nel cortile di un palazzo del centro storico. Infine, un "clandestino", entrato in mostra non si sa come, evidentemente all'insaputa dello stesso Sgarbi, dal momento che il critico non lo cita nel testo in catalogo: Dario Arcidiacono, con un ironico ritratto, in perfetto stile ultrapop, di un uomo (Berlusconi?) con una statuetta del Duomo al posto della faccia. Di ritratto, in fondo, alle volte si può (ancora) anche ridere di gusto.

 



Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Luglio 2010 10:43 )  

Rumors

Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.