Home Mostre In Corso Una lucida contettualità - Damioli Salvo Stefanoni
E-mail Stampa PDF
Indice
Una lucida contettualità - Damioli Salvo Stefanoni
Galleria Fotografica
Contatti ed Informazioni
Tutte le pagine

Aldo Damioli a Parigi - 2009 - 70 x 70

Damioli Salvo Stefanoni

Una lucida concettualità

Aldo Damioli, Salvo, Tino Stefanoni sono i protagonisti di una tripla personale alla galleria Tonelli di Milano. Geometria, prospettiva, disegno sono elementi comuni ai tre artisti. Come scrive Elena Pontiggia, curatrice della mostra, i tre artisti sono "talmente diversi da avere molto in comune (perché in arte, come in filosofia, gli estremi si toccano)". Il comun denominatore nel loro lavoro è infatti la ricerca di "una forma nitida, definita, chiusa nei sigilli dei contorni, in modo che l'immagine rinasca non dall'emozione o dalla sensazione, ma dallo scrutinio dell'intelletto".
Aldo Damioli, milanese, nato nel 1952, da anni lavora sul paesaggio urbano. Ha scelto prima New York, poi altre città, come Milano, Parigi, Pechino o Shanghay, come simboli estremi e altamente metaforici del non-paesaggio contemporaneo: giocando, attraverso il linguaggio della tradizione pittorica del vedutismo classico, sui simboli più eclatanti e stereotipati della metropoli contemporanea. Da anni, infatti, Damioli crea piccole, preziose e seducenti vedute urbane che, pur ripetendo fedelmente la struttura, il profilo e la silhouette delle grandi metropoli di oggi, sembrano aver fatalmente perduto ogni rassomiglianza coi loro modelli reali. L’effetto è di forte spiazzamento. A Damioli interessa infatti, soprattutto, mettere in discussione ciò che siamo abituati quotidianamente a vedere, e il modo stesso in cui lo vediamo. La sua è una pittura fondamentalmente concettuale, che punta a spiazzare i luoghi comuni e gli stereotipi delle mille visioni del mondo contemporaneo; e per farlo l’artista usa uno stile volutamente non contemporaneo, in modo da mettere sottilmente in crisi l’intero impianto della nostra visione.
Tino Stefanoni, lecchese, classe 1937, potrebbe essere definito un minimalista della pittura. I suoi lavori sono, oggi, esempi di un lavoro sull'immagine che dura da trent'anni, e che ha proceduto per progressive limature e scarnificazioni della figura, in una tensione verso il simbolico che ha pochi uguali nella pittura contemporanea. “Io sono, fondalmente, un pittore concettuale”, ha detto l'artista, “malgrado utilizzi un tipo di procedimento esetremamente classico: partendo da un'imprimitura nera, procedo per successive velature di colore. Come i pittori antichi. Ma nella pittura non cerco l'atmosfera, o la verosimiglianza. Così come, quando faccio un paesaggio, non vado a cercare gli odori del prato, o le sfumature dell'erba. Cerco, piuttosto, di dare l'idea del paesaggio”.
Nato nel 1947 a Leonforte in Sicilia, ma presto trasferitosi a Torino (dove vive tuttora), anche Salvo ha lavorato approfonditamente sul senso del linguaggio artistico, intraprendendo una ricerca che è partita negli anni Settanta da un lavoro strettamente concettuale, compiuto con vari medium linguistici (fotomontaggi, lapidi di marmo, etc.), a cui ha fatto seguito un "ritorno" alla pittura, prima con ironici d’apres da Maestri del Quattrocento, quindi con una pittura fortemente stilizzata, improntata sull'idea del luogo e del paesaggio.
"Pittura concettuale, dunque", scrive ancora Eelena Pontiggia a proposito del lavoro dei tre artisti, "ma non cerebrale. Anzi, venata da un'immediata magia: e diciamo magia un po' nel senso in cui lo diceva Bontempelli, quando teorizzava il suo realismo magico. E sognava un'arte generata da un realismo preciso, avvolta in un'atmosfera di lucido stupore".

 



Ultimo aggiornamento ( Giovedì 23 Settembre 2010 17:17 )  

Rumors

Il grande regista Giuseppe Tornatore pare abbia commissionato ad Agostino Arrivabene, artista raffinato e talentuoso, due dipinti per un film che uscirà a breve; le notizie per ora sono poche, ma sembra che il film, dalle atmosfere cupe e oscure, sarà ambientato a Trieste, nel mondo dell'arte antica e avrà come protagonista una donna dai tratti misteriosi. Mistero per mistero, aspettiamo l'uscita del film e tutte le notizie, che leggeremo sul nuovo sito dell'artista.

_______________________________________________________________________________________________________________________________________

Si è appena conclusa la Fiera di Bologna con un bilancio tutto sommato positivo. I galleristi sono cautamente soddisfatti, anche quelli stranieri, e pare che abbiano avuto successo soprattutto i giovani artisti e le nuove proposte. Tra le new entry di grido quest’anno si registra l’arrivo della mitica galleria newyorchese di Jonathan Levine, ormai punto di riferimento internazionale del surrealismo pop, che presentava tra i suoi artisti, oltre ai cavalli di battaglia da sempre come Ray Caesar e Tara McPherson, anche gli italiani Fulvio Di Piazza e Marco Mazzoni. Tra le tante curiosità, la Dream Machine di Donato Piccolo, i pupazzi di Luana Perilli (Buster Keaton, Charlie Chaplin, Clara Bow) protagonisti di un video in fiera e al Macro e i badili griffati alla maniera di Wim Delvoy di Bertinetti & Co. Ma certo non solo queste...

_______________________________________________________________________________________________________________________________________A

La giovane stilista Anna Kabirova (originaria di una delle più antiche famiglie di Samarcanda, in Uzbekistan) ha appena realizzato una nuova collezione di abiti… d’arte. La stilista, che ha sempre guardato all’eleganza e all’essenzialità del bianco  nero, si è infatti ispirata, per i nuovi modelli, ai recenti quadri in bianco e nero di Svitlana Grebenyuk, che per l’occasione sono stampati direttamente sulla stoffa degli abiti. Il risultato è estremamente elegante ed efficace. Brava Kabirova! Un ottimo esempio di connubio tra arte e moda!

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

E’ nata una nuova tendenza formale: la Good Painting. A crearla, su misura per Aldo Damioli, è stata la storica dell’arte Elena Pontiggia. Che dell’artista milanese scrive (in occasione della mostra che inaugura sabato 8 gennaio, ad Ascoli, presso il centro d’arte “L’Idioma”): “Alla Bad Painting, Damioli risponde con una Good Painting, che non è esercizio accademico, ma passione per la precisione e la compiutezza della forma… Le sue sono città filosofiche, sottratte al disordine della vita, dove tutto è nitido come in un negozio di cristalli”. In mostra ci saranno acquerelli e disegni; ma anche sulla carta, l’artista mantiene la sua nitidezza e il suo ordine formale. In una parola, Good Papers.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Durante le vacanze di Natale è scomparsa Antonina Zaru, gallerista che ha seguito molto la pittura e la scultura italiane. Con la sua Capricorno Gallery aveva infatti condotto un’instancabile lavoro di sostegno agli artisti italiani non solo a Capri - dove aveva portato molti artisti a lavorare per progetti sul territorio - ma in tutt’Italia, con contatti con le istituzioni pubbliche, e spesso anche fuori dai confini nazionali. “Ho un grande rispetto per gli artisti”, aveva detto in un’intervista, “Hanno bisogno di interlocutori, di estimatori per essere incoraggiati, spronati, apprezzati”.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Il critico Alberto Zanchetta ha passato in rassegna quello che in questi ultimi anni è parso come il simbolo più amato, usato ed abusato nell’arte contemporanea mondiale, onnipresente nelle fiere e nelle rassegne d’arte: il teschio. Ora il lavoro storico-critico è giunto alla fine, ed è pronto per andare in libreria. Il titolo? Fenomenologia della Vanitas: Storia del teschio delle arti visive.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Pablo Echaurren e Claudia Salaris diventano una Fondazione. Lui - figlio di Sebastian Matta - è uno dei più noti artisti italiani (le sue opere sono in mostra alla Fondazione Roma Museo fino al 28 marzo), lei una delle più accreditate storiche delle avanguardie, e in particolare del Futurismo. La Fondazione Echaurren Salaris riunirà migliaia di manifesti, libri e manoscritti sul Futurismo collezionati da entrambi nel corso degli anni, oltre al lavoro di catalogazione e di studio dell’opera di Matta, e di quella dello stesso Echaurren.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

E’ morto improvvisamente a Madrid, all'età di 51 anni, nella notte tra l’1 e il 2 gennaio, il pittore, architetto e scenografo spagnolo Sigfrido Martín Begué. Pittore “immaginifico”, come l’hanno ricordato gli amici della galleria Il Polittico (che hanno fatto conoscere il suo lavoro in Italia), Martín Begué aveva creato uno stile effervescente, ricco di significati simbolici e dai risvolti neosurrealisti e metafisici. Autore di molte scenografie teatrali, amico di Pedro Almodovar fin dai tempi della Movida madrileña, Begué “viveva intensamente la vita come un musical”, ha detto un amico.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Non è di Blu, né di Ozmo, né di Bros, tanto per fare i nomi di alcuni tra i migliori street artists italiani. È infatti di un altro street artist, anche lui bravissimo, ma australiano  - Anthony Lister – l’unico graffito “italiano” pubblicato sul volume che la casa editrice Taschen ha dedicato all’arte urbana. “Trespass: A History Of Uncommissioned urban Art” riporta infatti, come unica opera realizzata in Italia, quella che Lister ha realizzato a Legnano nell’aprile del 2008. Speriamo che nella prossima edizione ci sia anche qualche graffito… veramente italiano. Come quello che BluErica il cane hanno realizzato nel 2007 sulla parete esterna del Pac, in occasione della mostra Sweet Art Street Art, unico esempio di street art (legale, in questo caso) realizzata sulla parete di un museo d’arte contemporanea…

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Mentre si attende il nome del vincitore del prossimo Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana, che verrà decretato il 15 dicembre alla First Gallery di Roma, Desiderio (vincitore dell’ultima edizione del Premio) è all’Avana. Si dice stia preparando un nuovo ciclo di quadri e un video ispirati alla città cubana. Sorprese in vista?

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Quest’anno è toccato al bravissimo pittore romano Paolo Fiorentino l’onore di offrire l’immagine-simbolo per il convegno dei Giovani imprenditori a Capri, intitolato “Lo Sguardo di Oggi sull’Impresa di Domani”. Fiorentino ha utilizzato, per l’occasione, un quadro intitolato Golden Space, che rappresenta uno dei suoi inconfondibili paesaggi geometrico-futuribili, dipinto però su foglia d’oro. Prima di Fiorentino, avevano già realizzato l’immagine per il convegno annuale dei giovani imprenditori artisti come Cucchi, De Maria, Paladino, Siciliano, Pintaldi, Velasco, Frangi, Busci e Alioto.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

Papa Benedetto XVI, in visita alla città di Palermo, ha appena ricevuto un dono… d'eccezione. Il Comune di Palermo gli ha infatti regalato, durante la cerimonia pubblica - di fronte a più di 200 mila fedeli - il modellino di un carro di Santa Rosalia. Niente di strano, no? Beh, qualcosa di strano c'è. Perché il carro ha grandi onde che ne ornano la prua, due enormi mani in preghiera di fronte alla statua della santa, un pesce che svetta in avanti… e anche una grande "doppia w" – simbolo di "W Palermo, W Santa Rosalia" -, illuminata a poppa. Un po' bizzarro, no? Beh, non più di tanto, se si pensa che l'autore del modellino è nientepopodimeno che Luigi Serafini, uno dei più creativi, geniali e spiazzanti artisti italiani...

_________________________________________________________________________________________________________________________________________A

La mostra più provocatoria dell'anno ha appena inaugurato a Praga, nelle bellissime sale della Galerie Rudolfinum. Si intitola Decadence Now! – Visions of Excess. Tra i lavori ormai storici di artisti come Jeff Koons, Cindy Sherman, Araki, Jake & Dinos Chapman, David LaChapelle, Mapplethorpe, Pierre et Gilles, Matthew Barney, Damien Hirst, Keith Haring, Serrano, Gottfried Helnwein e molti altri mostri sacri dell'arte internazionale, spiccava anche un italiano… chi era? Maurizio Cattelan? No: si trattava di Paolo Schmidlin, con le sue celebri sculture-scandalo che rappresentano i sosia della Regina Elisabetta e del Papa in pose equivoche. Un vero successo per uno dei migliori scultori italiani. Con lui, c'era anche un'altra brava artista italiana: era la raffinata scultrice umbra Niba, dall'immaginario trasgressivo e un po' fetish.

Art News From Italy

Exibart.com
www.exibart.com - artcommunity dal 1996
Exibart.com