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Andrea Zucchi - RitrattoEnrico Lombardi
Prossime Mostre

Autunno caldo in vista per Enrico Lombardi. L'artista forlivese, infatti, è tra i partecipanti alla grande mostra di Marco Goldin “Pittura d’Italia. Paesaggi veri e dell’anima” aperta a Castel Sismondo di Rimini fino al 6 gennaio 2010; e presto una sua mostra personale, a cura di Chiara Canali, aprirà i battenti alla Chiesa di Santa Maria delle Croci di Ravenna (dal 28 novembre 2009 al 7 gennaio 2010), organizzata dal Museo della Città in collaborazione con Italian Factory. Mentre anche l'università di Milano Iulm vedrà in questi mesi Lombardi tra gli artisti partecipanti alla mostra intitolata "Italia dipinta", voluta dallo stesso Goldin assieme ai suoi allievi (dal 19 novembre al 19 dicembre 2009).

La mostra di Goldin

Fin dai suoi esordi come critico e storico dell'arte, Marco Goldin ha sempre tenuto una linea molto rigorosa e di grande coerenza intellettuale nei riguardi della pittura Italia. I suoi primi, grandi amori sono stati Ferroni e Guccione; come critico ha poi seguito da vicino lo sviluppo del lavoro di molti artisti raffinati, e spesso isolati e poco presenti nelle grande rassegne nazionali. Oggi ha riunito, in parallelo con la grande mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston” che sarà allestita a Castel Sismondo di Rimini dal 10 ottobre 2009 al 14 marzo 2010, un gruppo di artisti contemporanei di diverse generazioni, uniti dall'intensità e dalla qualità della loro ricerca pittorica. Sono presenti, assieme a Lombardi, alcuni artisti di grande talento, cresciuti nell'ambito della nuova figurazione italiana venuta alla ribalta tra gli anni Ottanta e Novanta, come Alessandro Papetti o Andrea Martinelli; altri pittori, meno "sulla ribalta" ma di grandissima qualità espressiva, come Francesco Michielin, Matteo Massagrande, Vincenzo Nucci, Franco Dugo; talenti pioliedrici come Tullio Pericoli; e poi grandi maestri della pittura italiana come Piero Guccione, Ruggero Savinio, Giuseppe Zigaina, Carlo Guarienti, Saverio Barbaro. "Ho sempre pensato al pittore", scrive Goldin, "come a un profeta, colui che annuncia, mette in relazione, distingue dalla massa informe del primo giorno. Colui che ha avuto in dono non un istinto classificatorio ma chiarificatore. Non mettere in sequenza, ma rivelare. Perché dal senso della rivelazione nasce la pittura più alta”.

La seconda tappa della mostra, che sarà aperta dal 9 gennaio al 14 marzo 2010, riunirà invece alcuni artisti che lavorano sull'astrazione.

 

La mostra di Ravenna

A Ravenna, negli spazi della chiesa di S. Maria delle Croci, dal 28 novembre 2009 al 7 gennaio 2010, Enrico Lombardi riunirà una ventina di opere recenti nella mostra Il tempo dell'ombra, curata da Chiara Canali. Le opere in mostra sono divise in due serie: quella degli Orti conclusi (pitture di giardini e fontane, silenti e misteriose, impregnate di memoria e senso dell'origine) e quella delle Stanze (città fantastiche e geometriche, ispirate alla pittura del Due e Trecento italiano e all'astrazione geometrica moderna). Città spesso solcate da stranissime ombre, alle quali allude anche il titolo stesso della mostra.

"La luce e l’ombra", scrive Chiara Canali nel catalogo, "non hanno corrispondenze nella realtà, ma prendono strade diverse: spesso le case e le architetture sono trasparenti alle ombre o al contrario vengono proiettate delle ombre che non derivano da nessun corpo presente nella scena. Sono ombre che si riflettono in modo magico, sono tracce bidimensionali proiettate su edifici e architetture che attraversano le superfici lasciandole indenni alla luce oppure scivolano sopra i corpi restituendo l’enigma della visione".

"L'ombra", ribadisce l'artista, "è un tema fondamentale della mia pittura. In ogni opera ha un suo sviluppo del tutto autonomo e indipendente dall'apparenza plausibile della figura. È essa stessa figura di qualcosa che contraddice la figura stessa, che la mette in discussione, la rende ambigua e sfuggente, sino a dissolverla nell'acido del paradosso. Forse l'ombra, nel mio lavoro, è l'espressione figurativa del paradosso; o l'apparizione del nulla. Essa assolve comunque al difficile compito di demolire ogni principio di realtà e la possibilità stessa di qualsiasi realismo. Negli Orti conclusi è divenuta un ricamo invasivo e divorante che rende assai difficile, a volte, la corretta ricostruzione retinica dell'immagine. Nelle Stanze è la trama geometrico-astratta sottesa ad ogni composizione che, sovrapponendosi alla costruzione del luogo rappresentato, lo rende improbabile. L'ombra certamente divora il mondo, ma contribuisce anche, nello stesso tempo, a rivelarlo e renderlo visibile".

Enrico Lombardi
"Pittura d’Italia. Paesaggi veri e dell'anima"
a cura di Marco Goldin

Rimini, Castel Sismondo
10 ottobre 2009 – 6 gennaio 2010.
Orario: dal lunedì al giovedì e domenica ore 9-19, venerdì e sabato ore 9-20.
www.lineadombra.it

Enrico Lombardi
"Il tempo dell'ombra".
A cura di Chiara Canali
Con un testo di Antonella Anedda
dal 28 novembre 2009 al 7 gennaio 2010,

S.MARIA DELLE CROCI, Ravenna
Via Guaccimanni 5/a

col patrocinio dell'Assessorato alla cultura del Comune di Ravenna e del museo d'arte di Ravenna.
Con la partecipazione di Italian Factory.
orari: dal martedì alla domenica ore 15/18.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Ottobre 2009 17:45 )  

Rumors

Dopo Federico Guida, Davide Nido e Felipe Cardeña, quest'anno toccherà a Stefano Abbiati realizzare la copertina del cd del concorso Rock Targato Italia, uno tra le più importanti rassegne per gruppi emergenti italiani, ideata dal produttore musicale Francesco Caprini. Abbiati, che fu tra i finalisti del Premio Italian Factory nel 2004, è oggi considerato uno tra i giovani emergenti più promettenti; la primavera scorsa, una sua personale è stata presentata nell'ambito dell'ultima edizione di (Con)Temporary, al Superstudio Più, a cura di Gianluca Marziani.

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Brutto colpo di sole per Daniela Clerici, direttrice di Arte Mondadori. La rivista che fu del grande Nuccio Madera, infatti, dedica il numero estivo agli artisti da comprare. Peccato che, sul fronte italiano, non ne azzecchi uno: qualche nome ovvio come Ontani, e pochi ex giovani, già passati di moda, che nessuno ha mai visto in un'asta. Mentre non ha inserito neppure uno dei tanti bravissimi pittori e scultori italiani ai quali, per dieci anni, ha dedicato servizi e copertine, o che hanno vinto il Premio Cairo: da Pignatelli, a Di Piazza, a Siciliano, a Petrus, a Demetz, e molti altri, un tempo sostenuti dalla battagliera rivista che fu di Madera. Artisti che, nel frattempo – forse l'unica a non accorgersene è proprio la distrattissima diretttrice di Arte – sono finiti nelle aste internazionali con ottimi risultati, o alla Biennale, o in musei importanti come il Pac e il Macro di Roma. Forse l'unica a non accorgersene è stata proprio Daniela Clerici. Un pessimo servizio ai suoi lettori, e soprattutto ai tanti collezionisti che continuano a comprare le loro opere.

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Flash Art ha invece dedicato, con vent'anni di ritardo, e con un piatto compitino da studente di scuole superiori firmato Giacinto Di Pietrantonio, la copertina ad Andrea Pazienza. Curiosa riabilitazione postuma, dal momento che, nei vent'anni precedenti, ha guardato strabicamente e sempre altrove: mentre i pittori italiani, sistematicamente snobbati e vilipesi da Politi, guardavano e leggevano e amavano – loro, sì, davvero, quand'era il momento di leggerlo – proprio le tavole di Andrea Pazienza… Meglio tardi che mai.

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La nuova ondata pittorico-figurativa, che sta finalmente imponendosi sul noiosissimo concettualismo internazionale, è stata "sdoganata" anche dal Corriere della Sera in un articolo di Vincenzo Trione, che, in un articolo intitolato "La rivincita dei pittori neoumanisti: addio al post-minimalismo che ha riempito le gallerie di opere asettiche", denuncia il paradosso per cui "si tende a parlare della pittura come di una disciplina di retroguardia, mentre alle aste i dipinti costituiscono i due terzi dei lotti venduti". E aggiunge che quello pittorico è "un new deal che lascia indifferenti molti critici delle ultime generazioni, spesso vittime di conformismo". Trione cita, tra gli artisti che "vogliono sperimentare, rimanendo dentro la tradizione", alcuni nomi consolidati, come Pignatelli. E, tra i nuovi, il bravo Christian Leperino. Dal canto suo, Luca Beatrice gli fa da sponda, sul Giornale, rincarando la dose. E cita, tra gli artisti da tenere d'occhio, Massimiliano Alioto.

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Trasferta siriana per Desiderio. Il giovane artista è stato infatti scelto per partecipare a un simposio internazionale di pittura a Damasco, assieme a molti altri pittori, giovani e non solo, provenienti da tutto il mondo. Con lui c'era anche il bravissimo artista danese, ma residente a Roma, Hannu Palosuo.

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Mauro Reggio ha vinto il Il Premio Museo d'arte contemporanea e moderna del Museo Michetti di Francavilla al Mare, in occasione della 61esima edizione del Premio Michetti. L'edizione del Premio Michetti è invece stata vinta ex aequo da Angelo Casciello e da Francesco Cervelli. Tra i segnalati, anche Alberto Di Fabio, Stefano Di Stasio e Tommaso Cascella.

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Trasferta argentina di Omar Galliani con… colpo di scena. L'artista doveva infatti esporre una quindicina di quadri al Centro Cultural Borges di Buenos Aires, a fianco dei disegni di Francis Bacon. Solo che, per uno sciopero dei lavoratori argentini, i quadri di Galliani rischiavano di non arrivare in tempo per l'inaugurazione. L'artista non si è perso d'animo, e ha… disegnato su tutti i muri del museo! La mostra è apparsa così ancora più bella e suggestiva, con i grandi disegni di Galliani che occupavano quasi tutte le pareti del Museo Borges.