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Vincitori del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana 2010
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Andrea - La rocca il sogno di piero 2009 - Acquerello china e grafite su carta - cm 35 x 25 - trittico

Vincitori Premio Italian Factory
per la giovane pittura 2010

 

Mercoledì 15 dicembre, alle ore 18.30, si è inaugurata la tanto attesa mostra collettiva dei finalisti della IV edizione del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana 2010, riservato ad artisti under 30.

Durante la serata inaugurale sono stati decretati i vincitori, eletti unanimemente dalla giuria.

Il vincitore dell’edizione 2010 del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana è Ester Grossi, nata nel 1981 ad Avezzano, L’Aquila, ma residente a Bologna. L’artista ha vinto il Premio con l’opera The Straight Story, 2010, acrilico su tela.

Il suo lavoro si basa su un linguaggio composto da grandi campiture piatte, riconducibile all’area del neo-pop italiano, spesso con soggetti d’ispirazione cinematografica, evidente reminiscenza della sua laurea in cinema presso il Dams di Bologna. La sua attenzione verso il Pop è testimoniata anche nell’intervista inserita nel catalogo del Premio, dove, alla domanda su quale sia il libro da cui non si separebbe mai, risponde La Filosofia di Andy Warhol; mentre, tra gli artisti migliori di trutti i tempi, l’artista cita (assieme a Friedrich e Michelangelo), anche un regista, David Lynch, “per la surrealtà del reale e la realtà dei sogni” (mentre il suo film cult è Sussurri e Grida di Bergman).

Inoltre sono state conferite, come da regolamento, due borse di studio all’estero.

Giulio Zanet (nato nel 1984 a Colleretto Castelnuovo, Torino, dove vive) ha vinto la borsa di studio per un programma di residenza di due mesi presso il centro culturale GlogauAIR a Berlino (www.glogauair.net). Pittore dalla forte carica gestuale, con evidenti richiami a certa pittura di area tedesca e mitteleuropea, nella quale è tuttavia fortemente presente anche il segno grafico, Zanet lavora su un immaginario popolato di strani incubi, che paiono sgorgare dagli anfratti della nostra esistenza quotidiana; l’enigmaticità del suo lavoro risulta accentuata anche dai titoli dei quadri, quasi sempre lunghi e bizzarri (l’opera in concorso si intitola Come quando perdi la sensazione che tutto andrà per il meglio e non è come quando esci di casa senza ombrello convinto che non piove). Per Zanet, i tre migliori artisti di tutti i tempi sono Francis Bacon, Robert Rauschenberg e

Marcel Duchamp, mentre il libro da cui non si separebbe mai è Tonio Kröger di Thomas Mann.

Infine, Miriam Secco (nata nel 1981 a Tradate, Varese, vive e lavora a Milano) è stata selezionata per la partecipazione al Festival Arte Più, tenutosi a La Habana (Cuba) dal 27 novembre al 5 dicembre 2010, a cura di Ana Pedroso – rappresentante dell’Associazione CubeArt e ideatrice di Contemporanea Cuba.

Miriam Secco ha elaborato un linguaggio complesso, che mixa disegno, pittura, oltre a metodi di lavorazione artigianale come la tessitura di arazzi, il disegno a china e la cartapesta per la realizzazione di maschere, che utilizza nel corso di performances volte a stimolare i sensi dei visitatori, che vengono coinvolti attivamente ed emotivamente nel corso delle sue azioni. Tra gli artisti più amati da Miriam Secco ci sono, assai significativamente, un pittore classico (Paolo Uccello), una scultrice (Louise Bourgeois) e una performer (Pina Bausch). Alla domanda “Perché ti ritieni un’artista?”, l’artista ha invece risposto: “perché qualunque attività io mi ritrovi a svolgere, non posso evitare di considerarla un atto creativo”.

Infine, la giuria ha dato una menzione speciale al lavoro di altri tre artisti, tra gli oltre venti finalisti del Premio. Questi artisti sono:

Andrea La Rocca (nato nel 1983 a Militello Val Catania , Catania, vive e lavora tra Rimini e Milano) per la precisione e l’estro nell’utilizzo della tecnica del disegno.

Ieva Petersone (nata a Jelgava, Lettonia, nel 1984, vive e lavora Milano) per il rigore formale del suo stile pittorico.

Marco Cassarà (nato nel 1984 a Palermo, vive e lavora a Milano) per l’originalità della sua proposta che mixa una tecnica tradizionale con le contaminazioni del contemporaneo.

I membri della giuria che hanno decretato i vincitori sono:

Chiara Canali (curatore del Premio Italian Factory), Luca Beatrice (critico d’arte), Gaetano Cappelli (scrittore), Angelo Crespi (consigliere Ministero dei Beni Culturali), Peter Glidewell (antropologo), Irene Pascual (direttrice GlogauAIR, Berlino), Giorgio Ortona (artista).

 



Ultimo aggiornamento ( Lunedì 20 Dicembre 2010 14:58 )  

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Rumors

Il grande regista Giuseppe Tornatore pare abbia commissionato ad Agostino Arrivabene, artista raffinato e talentuoso, due dipinti per un film che uscirà a breve; le notizie per ora sono poche, ma sembra che il film, dalle atmosfere cupe e oscure, sarà ambientato a Trieste, nel mondo dell'arte antica e avrà come protagonista una donna dai tratti misteriosi. Mistero per mistero, aspettiamo l'uscita del film e tutte le notizie, che leggeremo sul nuovo sito dell'artista.

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Si è appena conclusa la Fiera di Bologna con un bilancio tutto sommato positivo. I galleristi sono cautamente soddisfatti, anche quelli stranieri, e pare che abbiano avuto successo soprattutto i giovani artisti e le nuove proposte. Tra le new entry di grido quest’anno si registra l’arrivo della mitica galleria newyorchese di Jonathan Levine, ormai punto di riferimento internazionale del surrealismo pop, che presentava tra i suoi artisti, oltre ai cavalli di battaglia da sempre come Ray Caesar e Tara McPherson, anche gli italiani Fulvio Di Piazza e Marco Mazzoni. Tra le tante curiosità, la Dream Machine di Donato Piccolo, i pupazzi di Luana Perilli (Buster Keaton, Charlie Chaplin, Clara Bow) protagonisti di un video in fiera e al Macro e i badili griffati alla maniera di Wim Delvoy di Bertinetti & Co. Ma certo non solo queste...

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La giovane stilista Anna Kabirova (originaria di una delle più antiche famiglie di Samarcanda, in Uzbekistan) ha appena realizzato una nuova collezione di abiti… d’arte. La stilista, che ha sempre guardato all’eleganza e all’essenzialità del bianco  nero, si è infatti ispirata, per i nuovi modelli, ai recenti quadri in bianco e nero di Svitlana Grebenyuk, che per l’occasione sono stampati direttamente sulla stoffa degli abiti. Il risultato è estremamente elegante ed efficace. Brava Kabirova! Un ottimo esempio di connubio tra arte e moda!

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E’ nata una nuova tendenza formale: la Good Painting. A crearla, su misura per Aldo Damioli, è stata la storica dell’arte Elena Pontiggia. Che dell’artista milanese scrive (in occasione della mostra che inaugura sabato 8 gennaio, ad Ascoli, presso il centro d’arte “L’Idioma”): “Alla Bad Painting, Damioli risponde con una Good Painting, che non è esercizio accademico, ma passione per la precisione e la compiutezza della forma… Le sue sono città filosofiche, sottratte al disordine della vita, dove tutto è nitido come in un negozio di cristalli”. In mostra ci saranno acquerelli e disegni; ma anche sulla carta, l’artista mantiene la sua nitidezza e il suo ordine formale. In una parola, Good Papers.

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Durante le vacanze di Natale è scomparsa Antonina Zaru, gallerista che ha seguito molto la pittura e la scultura italiane. Con la sua Capricorno Gallery aveva infatti condotto un’instancabile lavoro di sostegno agli artisti italiani non solo a Capri - dove aveva portato molti artisti a lavorare per progetti sul territorio - ma in tutt’Italia, con contatti con le istituzioni pubbliche, e spesso anche fuori dai confini nazionali. “Ho un grande rispetto per gli artisti”, aveva detto in un’intervista, “Hanno bisogno di interlocutori, di estimatori per essere incoraggiati, spronati, apprezzati”.

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Il critico Alberto Zanchetta ha passato in rassegna quello che in questi ultimi anni è parso come il simbolo più amato, usato ed abusato nell’arte contemporanea mondiale, onnipresente nelle fiere e nelle rassegne d’arte: il teschio. Ora il lavoro storico-critico è giunto alla fine, ed è pronto per andare in libreria. Il titolo? Fenomenologia della Vanitas: Storia del teschio delle arti visive.

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Pablo Echaurren e Claudia Salaris diventano una Fondazione. Lui - figlio di Sebastian Matta - è uno dei più noti artisti italiani (le sue opere sono in mostra alla Fondazione Roma Museo fino al 28 marzo), lei una delle più accreditate storiche delle avanguardie, e in particolare del Futurismo. La Fondazione Echaurren Salaris riunirà migliaia di manifesti, libri e manoscritti sul Futurismo collezionati da entrambi nel corso degli anni, oltre al lavoro di catalogazione e di studio dell’opera di Matta, e di quella dello stesso Echaurren.

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E’ morto improvvisamente a Madrid, all'età di 51 anni, nella notte tra l’1 e il 2 gennaio, il pittore, architetto e scenografo spagnolo Sigfrido Martín Begué. Pittore “immaginifico”, come l’hanno ricordato gli amici della galleria Il Polittico (che hanno fatto conoscere il suo lavoro in Italia), Martín Begué aveva creato uno stile effervescente, ricco di significati simbolici e dai risvolti neosurrealisti e metafisici. Autore di molte scenografie teatrali, amico di Pedro Almodovar fin dai tempi della Movida madrileña, Begué “viveva intensamente la vita come un musical”, ha detto un amico.

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Non è di Blu, né di Ozmo, né di Bros, tanto per fare i nomi di alcuni tra i migliori street artists italiani. È infatti di un altro street artist, anche lui bravissimo, ma australiano  - Anthony Lister – l’unico graffito “italiano” pubblicato sul volume che la casa editrice Taschen ha dedicato all’arte urbana. “Trespass: A History Of Uncommissioned urban Art” riporta infatti, come unica opera realizzata in Italia, quella che Lister ha realizzato a Legnano nell’aprile del 2008. Speriamo che nella prossima edizione ci sia anche qualche graffito… veramente italiano. Come quello che BluErica il cane hanno realizzato nel 2007 sulla parete esterna del Pac, in occasione della mostra Sweet Art Street Art, unico esempio di street art (legale, in questo caso) realizzata sulla parete di un museo d’arte contemporanea…

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Mentre si attende il nome del vincitore del prossimo Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana, che verrà decretato il 15 dicembre alla First Gallery di Roma, Desiderio (vincitore dell’ultima edizione del Premio) è all’Avana. Si dice stia preparando un nuovo ciclo di quadri e un video ispirati alla città cubana. Sorprese in vista?

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Quest’anno è toccato al bravissimo pittore romano Paolo Fiorentino l’onore di offrire l’immagine-simbolo per il convegno dei Giovani imprenditori a Capri, intitolato “Lo Sguardo di Oggi sull’Impresa di Domani”. Fiorentino ha utilizzato, per l’occasione, un quadro intitolato Golden Space, che rappresenta uno dei suoi inconfondibili paesaggi geometrico-futuribili, dipinto però su foglia d’oro. Prima di Fiorentino, avevano già realizzato l’immagine per il convegno annuale dei giovani imprenditori artisti come Cucchi, De Maria, Paladino, Siciliano, Pintaldi, Velasco, Frangi, Busci e Alioto.

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Papa Benedetto XVI, in visita alla città di Palermo, ha appena ricevuto un dono… d'eccezione. Il Comune di Palermo gli ha infatti regalato, durante la cerimonia pubblica - di fronte a più di 200 mila fedeli - il modellino di un carro di Santa Rosalia. Niente di strano, no? Beh, qualcosa di strano c'è. Perché il carro ha grandi onde che ne ornano la prua, due enormi mani in preghiera di fronte alla statua della santa, un pesce che svetta in avanti… e anche una grande "doppia w" – simbolo di "W Palermo, W Santa Rosalia" -, illuminata a poppa. Un po' bizzarro, no? Beh, non più di tanto, se si pensa che l'autore del modellino è nientepopodimeno che Luigi Serafini, uno dei più creativi, geniali e spiazzanti artisti italiani...

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La mostra più provocatoria dell'anno ha appena inaugurato a Praga, nelle bellissime sale della Galerie Rudolfinum. Si intitola Decadence Now! – Visions of Excess. Tra i lavori ormai storici di artisti come Jeff Koons, Cindy Sherman, Araki, Jake & Dinos Chapman, David LaChapelle, Mapplethorpe, Pierre et Gilles, Matthew Barney, Damien Hirst, Keith Haring, Serrano, Gottfried Helnwein e molti altri mostri sacri dell'arte internazionale, spiccava anche un italiano… chi era? Maurizio Cattelan? No: si trattava di Paolo Schmidlin, con le sue celebri sculture-scandalo che rappresentano i sosia della Regina Elisabetta e del Papa in pose equivoche. Un vero successo per uno dei migliori scultori italiani. Con lui, c'era anche un'altra brava artista italiana: era la raffinata scultrice umbra Niba, dall'immaginario trasgressivo e un po' fetish.

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